La caduta di San Giovanni d'Acri nel 1291 segnò la fine definitiva della presenza crociata in Terra Santa, ponendo termine al Regno di Gerusalemme. Dopo quasi due secoli di conflitti, l'assedio finale condotto dal sultano mamelucco al-Ashraf Khalil rappresentò l'ultimo atto della crociata medievale in Oriente.
Ecco i punti chiave dell'evento:
- L'Ultimo Baluardo (1291): Nonostante la perdita di Gerusalemme nel 1187, i cristiani mantennero il controllo di una fascia costiera, con Acri come capitale e principale centro commerciale. Nell'aprile 1291, l'esercito mamelucco, con una netta superiorità numerica (circa 200.000 soldati contro circa 10.000-15.000 difensori), cinse d'assedio la città.
- La Difesa Disperata: La difesa di Acri fu strenua, guidata dai principali ordini cavallereschi: Templari, Ospitalieri (Cavalieri di San Giovanni), Teutonici e Cavalieri di San Lazzaro. Nonostante le loro abilità e le imponenti fortificazioni, i difensori furono travolti dopo settimane di intensi bombardamenti con macchine d'assedio.
- La Caduta (18 maggio 1291): Il 18 maggio 1291, i mamelucchi riuscirono a penetrare le mura. La città fu saccheggiata e quasi interamente distrutta. La fortezza dei Templari resistette per altri pochi giorni prima di crollare, segnando la fine simbolica della "militia Christi" in Terra Santa.
- Conseguenze: La caduta di Acri provocò l'evacuazione totale dei cristiani dal litorale siriano-palestinese, rifugiatisi principalmente a Cipro. Questo evento segnò la fine delle crociate in Terra Santa, sebbene lo spirito crociato continuò in altre forme in Europa e nel Mediterraneo.
Il porto di Acri era una delle città più cosmopolite e ricche del Mediterraneo, centro degli interessi mercantili di Venezia, Genova e Pisa. La sua caduta fu uno shock per l'Europa cristiana.