
ETRUSCHI
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Chi erano gli Etruschi
Gli Etruschi furono un’antica popolazione dell’Italia centrale che visse tra il IX e il II secolo a.C. nella regione storica dell’Etruria, che oggi corrisponde in gran parte alla Toscana, all’Umbria occidentale e al Lazio settentrionale.
Origine e civiltà degli Etruschi
Etruschi e influenza sulla civiltà romana
Perché gli Etruschi sono ancora studiati oggi
Il popolo etrusco ha lasciato un patrimonio artistico e culturale straordinario, con testimonianze che spaziano da necropoli monumentali a iscrizioni ancora in parte indecifrate. La loro civiltà rappresenta un passaggio fondamentale nella storia italiana e mediterranea.
Gli Etruschi o Tusci, secondo la denominazione dei Romani, furono la più importante popolazione dell'Italia prima dell'espansione di Roma. Si stanziarono a partire dall'VIII secolo a.C. in un'area compresa tra il fiume Arno e il Tevere, che da loro prese il nome di Etruria e poi di Toscana, e in seguito si espansero a nord fino al Veneto meridionale e a sud fino in Campania.
L'apice della civiltà etrusca si raggiunge nel IV secolo a.C.
La civiltà a cui diedero vita gli Etruschi, definita civiltà etrusca, raggiunse il momento di massimo splendore nel IV secolo a.C.. Caratterizzata da un altissimo livello artistico, visibile in opere come il sarcofago degli sposi e la lupa di bronzo, la civiltà etrusca diede alla donna un ruolo importante e sviluppò pratiche come la divinazione.
Ebbe inoltre la capacità di influenzare in maniera significativa la civiltà romana, prima di venirne completamente assimilata nel 396 a.C. dopo la conquista di Veio da parte dei Romani.
Tra VII e VI secolo a.C. gli Etruschi riuscirono a stabilire la loro egemonia sul Mar Tirreno. Nella penisola italica arrivarono fino in Veneto meridionale e in Campania, fondando anche città-stato importanti come Perugia. L'espansione etrusca fu dettata dall’esigenza:
A partire dal 505 a.C., anno della battaglia di Ariccia, gli Etruschi persero Capua e Pompei ad opera degli Osci mentre nel 474 a.C. una flotta greca li sconfisse a Cuma indebolendo in modo drammatico i loro traffici marittimi.
Nel V secolo a. C. il baricentro della civiltà etrusca si spostò a nord, ma nulla impedì il crollo tra IV e III secolo a.C.: nel 396 Roma conquistò Veio, mentre tra 356 e 311 caddero Tarquinia e Cerveteri. All'inizio del III secolo i Romani presero anche Perugia e Arezzo. La civiltà etrusca scomparve e venne assimilata da quella romana.
Le città stato etrusche erano rette ciascuna da un re. Il sovrano fondava il suo potere su una classe aristocratica di ricchi proprietari terrieri, che aveva alle proprie dipendenze masse di servi senza diritti.
Tra gli Etruschi, come sarà poi per i Romani, lo scettro coronato da un'aquila e il mantello porpora e oro divennero i simboli del potere.
Lusso e donne emancipate
Due erano gli aspetti della società etrusca che colpivano gli osservatori e in particolare quelli greci:
1. la ricchezza e il lusso che caratterizzavano il modo di vita delle classi dirigenti etrusche, visibile nell'uso di impreziosire le acconciature e i vestiti con gioielli
2. il ruolo della donna. Le donne etrusche a differenza di quanto avveniva in Grecia:
o Partecipavano attivamente alla vita sociale
o Sapevano leggere e scrivere
o Potevano essere titolari di attività economiche
o Mantenevano il patronimico anche da sposate
La religione etrusca
Statuina etrusca in bronzo - Fonte: ansa
Una religione influenzata dai greci
Gli Etruschi erano politeisti e credevano che attraverso l'interpretazione di diversi segni fosse possibile scoprire quale fosse la volontà degli dei e conoscere il futuro.
Questa pratica divenne una vera e propria arte, che fu definita dai Romani disciplina etrusca e che portò alla nascita di tre diverse figure sacerdotali corrispondenti a tre differenti tecniche di divinazione o comprensione di segni:
Per quanto riguarda il pantheon, la religione degli Etruschi venne influenzata da quella dei greci. Divinità greche iniziarono a penetrare in Etruria a partire dal VI secolo a.C.: tra gli dei etruschi troviamo Tinia (Zeus), Uni (Era), Menrva (Atena). A loro volta gli Etruschi influenzarono i Romani: Giano e Marte sono solo alcune divinità che, con nomi diversi, divennero da etrusche a romane.
La divinazione
Un ruolo fondamentale nella civiltà etrusca l’occupava la divinazione basata sul concetto di predestinazione, secondo il quale la vita di ogni essere vivente era stata scritta dagli dei fin dalla nascita. L’arte divinatoria permetteva quindi all'uomo etrusco di individuare quindi il proprio destino solo per adeguarvisi. Questa cultura si basava sulla determinazione del templum, ovvero dello spazio sacro che rifletteva la suddivisione del cielo. Secondo gli Etruschi la volta celeste era attraversata idealmente da due rette perpendicolari: cardo (nord-sud) e decumano (est-ovest) che dividevano il cielo in quattro principali settori. Prendendo l'osservatore come centro ideale del sistema a sud si delimita la pars àntica mentre verso nord la pars postica, a ovest si trovava la pars hostilis, ad est la pars familiaris.
Ogni quadrante veniva diviso in altri quattro settori, per un totale di 16, ognuno dei quali costituiva la sede di una divinità diversa: