IL POSITIVISMO
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Videolezione universitaria
e
suo riassunto
Il Positivismo è un movimento filosofico e culturale dell'Ottocento, nato in Francia, che celebra il primato della scienza come unica fonte di conoscenza reale e strumento di progresso sociale. Basato sull'osservazione empirica (fatti "positivi", concreti e sperimentali), estende il metodo scientifico a tutte le discipline, inclusi l'uomo e la società.

Il Positivismo è una corrente filosofica di particolare rilievo perché riprende i temi dell’Illuminismo e della riflessione kantiana sul metodo scientifico. Tuttavia, nasce in un contesto nuovo: quello successivo alla scoperta delle geometrie non euclidee e alla crisi del sintetico a priori.
Il movimento si sviluppa nell’Ottocento, in parallelo con la rivoluzione industriale, e trova il suo principale fondatore nel filosofo francese Auguste Comte. Il positivismo non solo influenza la società industriale, ma ne viene a sua volta influenzato, creando un forte legame tra filosofia, scienza e organizzazione sociale.
Per Comte la scienza vale soprattutto per la sua capacità di previsione, e la previsione è finalizzata all’azione pratica.
Caduta la pretesa di fondare la scienza su verità assolute (come nel modello newtoniano basato sul sintetico a priori), ciò che resta centrale è la capacità delle leggi scientifiche di prevedere i fenomeni in modo efficace.
La scienza diventa quindi:
strumento di predizione,
guida per l’azione,
fondamento del progresso tecnico e industriale.
Il positivismo riprende anche l’ottimismo scientifico di Francesco Bacone, autore della Nuova Atlantide, in cui immagina una società organizzata attorno alle applicazioni pratiche della scienza.
Come in Bacone, anche nel positivismo:
la scienza è vista come motore del progresso umano,
il sapere scientifico ha una funzione sociale,
l’organizzazione della società dipende dal tipo di sapere dominante.
Il nucleo della filosofia di Comte è la legge dei tre stadi, secondo cui l’umanità attraversa tre fasi di sviluppo:
I fenomeni sono spiegati tramite entità soprannaturali.
La società è gerarchica e verticalizzata (antichità e medioevo).
Le spiegazioni si basano su entità astratte o essenze.
È uno stadio di transizione, caratterizzato da tensioni sociali.
Si rinuncia a cercare le cause ultime e ci si limita a descrivere le relazioni tra fenomeni.
Nasce la scienza moderna, priva però di pretese metafisiche di verità assoluta.
Nel positivismo:
non si cercano cause ultime,
si studiano solo relazioni tra fenomeni osservabili,
si rifiutano entità teoriche non osservabili (come flogisto, etere, spazio assoluto).
Le leggi scientifiche devono essere:
empiriche,
induttive,
fondate sull’osservazione.
Si abbandona il modello deduttivo-astratto della fisica galileiano-newtoniana.
Per il positivismo, le leggi scientifiche non descrivono la verità del mondo, ma funzionano come cataloghi:
organizzano i fenomeni,
ne mettono in luce le regolarità,
sono convenzionali,
possono essere sostituite se non risultano più efficaci.
Come un catalogo di biblioteca può essere organizzato per autore o per soggetto, così diverse leggi possono descrivere gli stessi fenomeni in modi alternativi.
Il criterio guida diventa l’utilità, non la verità assoluta.
Il metodo positivista viene esteso:
ai fatti storici,
ai fatti sociali.
Nasce l’idea che anche la società possa essere studiata scientificamente.
Questo si intreccia con lo sviluppo della società industriale, che richiede organizzazione, efficienza e previsione.
Nel clima positivista nasce la termodinamica, disciplina legata allo studio delle macchine termiche.
Essa:
si concentra su principi generali (come la conservazione dell’energia),
non adotta il metodo di idealizzazione tipico della fisica newtoniana,
privilegia l’osservazione empirica rispetto alla costruzione teorica astratta.
Molti fisici newtoniani guardano con sospetto questi nuovi principi, ritenendoli meno rigorosi o meno quantitativi.
Il positivismo rielabora anche il concetto di probabilità.
Per Pierre-Simon Laplace, la probabilità è soggettiva: dipende dalla nostra ignoranza delle cause.
Con studiosi come:
Carl Friedrich Gauss
Siméon Denis Poisson
si sviluppa invece una concezione frequentista e statistica:
si studiano le frequenze con cui gli eventi si presentano,
non si indagano le cause ultime,
si organizzano regolarità empiriche.
Nasce così una mentalità statistica che influenzerà profondamente la società industriale e la produzione standardizzata.
Il positivismo supera le intenzioni del suo stesso fondatore e si diffonde fino al Novecento, dando origine al neopositivismo e all’empirismo logico.
Diventa una mentalità dominante:
nella scienza,
nell’organizzazione sociale,
nella cultura dell’epoca.
La scienza non è più ricerca della verità assoluta, ma costruzione di strumenti efficaci per orientare l’azione.